le donne sono essenziali?

Inauguriamo una serie di articoli che partono da una domanda – provocatoria – che mette in discussione l’essenzialità di alcuni soggetti. Leggendo la stampa e i comunicati del governo, ci è sembrato pertinente iniziare con le donne.

Forse non ci avete mai fatto caso, ma l’autorità è maschile. Ne sono prova gli uomini che in stracciante maggioranza appaiono nei media come esperti, intervistati da innumerevoli giornaliste donne. Lo dimostrano i responsabili delle istituzioni che parlano a tutto schermo, tranne quel piccolo quadratino in cui una donna in miniatura traduce per i non udenti quello che l’uomo sta spiegando.

A tal proposito, È di pochi giorni fa la notizia della composizione del Comitato tecnico scientifico della Protezione civile: 20 uomini, nessuna donna. Lo stupore per questa scelta non sembra essere stato largamente condiviso, tant’è che sono state create numerose altre task force per fronteggiare il virus e le sue conseguenze sulla società e in tutte la presenza di donne è praticamente nulla. Viene allora da domandarsi: che non esistano donne esperte in nessuna delle materie su cui sta lavorando il governo? O forse non occupano posizioni apicali nelle organizzazioni in cui lavorano? Se è così, perché? Se no, perché non vengono prese in considerazione?

A dire il vero, è stato creato un gruppo di lavoro meno testosteronico, quello delle “Donne per un nuovo Rinascimento”: voluto dalla ministra Bonetti, è composto da 12 donne “che si sono distinte in diversi ambiti, da quello scientifico a quello umanistico, ed è chiamat[o] ad elaborare idee e proposte per il rilancio sociale, culturale ed economico dell’Italia dopo l’emergenza epidemiologica da Covid-19” (fonte Ministero Famiglia e Pari Opportunità). Sorvolando sull’unica evidente associazione cognitiva “donna=pari opportunità” presente nelle menti dei e delle rappresentanti istituzionali e andando a leggere il decreto del Ministero – che, ricordiamo, è senza portafoglio – oltre a un paio di refusi possiamo notare la curiosa composizione della task force. Di sicuro si tratta di persone, donne, di indubbia competenza nei loro ambiti. Ma quali sono i compiti che sono chiamate a svolgere?

a) analisi ed approfondimenti dei dati ed evidenze scientifiche relative all’impatto nei diversi settori provocato dall’epidemia da Covid-19;

b) proposte ed idee per aumentare la percentuale di donne in tutti gli ambiti lavorativi, per superare le barriere all’avanzamento nei percorsi di carriera, in particolare nei campi in più rapida crescita (STEM, informatica, cloud computing, dati e intelligenza artificiale), contro gli stereotipi sul genere che impediscono alle donne di raggiungere le posizioni di leadership, per costruire un futuro sostenibile più inclusivo per tutti;

c) presentazione di un documento programmatico con la definizione delle politiche e degli obiettivi prioritari in termini operativi per affrontare le sfide in ciascuno dei settori interessati e delle loro interconnessioni, anche potenziali, e per rafforzare la presenza e il ruolo delle donne in tutti i settori esaminati, con un focus per il rilancio sociale, culturale ed economico dell’Italia dopo l’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Ora, si tratta di propositi del tutto nobili, che andrebbero a risolvere il problema esposto all’inizio, cioè alla mancanza di donne nelle altre task force, e di sicuro qualcuno che lavori su questi temi è essenziale. Quello che suscità perplessità è la mancanza di una visione e progettualità per quelle donne che non hanno un dottorato in intelligenza artificiale: chi si sta occupando delle donne che non solo non riescono a fare carriera, ma non hanno un’alta formazione, non hanno un lavoro o sono portate a lasciarlo per prendersi cura dei figli? In un Paese e, in particolare, in un momento in cui le donne sono considerate welfare gratuito da parte delle istituzioni, riteniamo che si potrebbe fare di più.

E allora, le donne sono essenziali? Se sì, a quali funzioni vogliamo che assolvano nell’organizzazione e gestione del Paese?

Foto di Andrew McMurtrie da Pexels

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